Arriva l'allarme grano
Basta pasta
La Premiata Ditta Spavento & Patema non se va mai in vacanza. Anzi, va sempre a finire che d’estate lavora con lena raddoppiata. Dopo l’allarme scioglimento dei ghiacciai eterni, l’allarme meduse, l’allarme zanzare tigre e l’allarme tintarella, arriva l’allarme grano.

La Premiata Ditta Spavento & Patema non se va mai in vacanza. Anzi, va sempre a finire che d’estate lavora con lena raddoppiata. Dopo l’allarme scioglimento dei ghiacciai eterni, l’allarme meduse, l’allarme zanzare tigre e l’allarme tintarella, arriva l’allarme grano: l’Italia può contare “al momento al massimo su sette mesi di scorte di pane e pasta ottenuti con il raccolto nazionale di grano che si è appena concluso”. Come scusi? Sette mesi, il tempo di cucinare l’ultima teglia di lasagne e di mangiare qualche fetta di panettone fino a gennaio. E poi, giusto a carnevale, non solo niente frappe e castagnole, ma saremo costretti a dire addio ai fusilli, a dimenticare i bombolotti, a rinunciare alle fettuccine, a rimpiangere lo sfilatino e la michetta.
Chi lo dice? La Coldiretti, riunita in assemblea nazionale venerdì scorso a Roma: “La disponibilità limitata di scorte prefigura un quadro preoccupante con la chiusura delle frontiere e le limitazioni delle esportazioni da parte di molti paesi produttori di fronte all’emergenza cibo mondiale”. Per questo diventa urgente “garantirsi una propria riserva strategica di prodotti alimentari di base per stabilizzare il mercato interno e assicurare gli approvvigionamenti al giusto prezzo per imprese e consumatori”. Riserva strategica? Corriamo trafelati al supermercato, nella speranza di accaparrarci gli ultimi pacchi di rigatoni e di bucatini, e là constatiamo con un certo sollievo che, almeno per ora, l’allarme pare inascoltato. Continuiamo a rimanere nel dubbio, però. Un paio di pacchi li compriamo, non si sa mai. A tranquillizzarci, per fortuna, c’è la Fippa (Federazione italiana panificatori, panificatori-pasticceri e affini). Il cui presidente, Luca Vecchiato, respinge con veemenza la profezia di sventura della Coldiretti, parla di inutili allarmismi e dichiara alle agenzie che “i consumatori italiani possono stare tranquilli: il pane in Italia non mancherà, né ora né mai”.
Come in Messico. Il pane, d’accordo, ma la pasta? Potremo contare ancora sui 27 chili in media a testa che ogni italiano degno di tal nome consuma in un anno? A non contarci troppo ci sono intanto i frati carmelitani di Concesa, a Trezzo sull’Adda, reduci da costosi quanto improrogabili lavori di ristrutturazione del loro convento. Dovendo chiedere un aiuto economico ai fedeli, non euri hanno invocato, ma pane e pasta. Gli umili ma lungimiranti religiosi riceveranno così nei prossimi giorni, da una ditta di Bergamo, un’intera, preziosissima tonnellata di pasta di grano duro: spaghetti, penne, fusilli, farfalle e linguine. E poi dicono che non ci dobbiamo preoccupare. Vuoi vedere che come in Messico, dove scoppiano le “tortilla riots” per via dell’aumento del prezzo del granturco sempre più trasformato in biodiesel invece che in farina, anche da noi ci sarà un revival manzoniano di assalti ai forni? Ma dice la Coldiretti che stavolta saranno vuoti.
Come in Messico. Il pane, d’accordo, ma la pasta? Potremo contare ancora sui 27 chili in media a testa che ogni italiano degno di tal nome consuma in un anno? A non contarci troppo ci sono intanto i frati carmelitani di Concesa, a Trezzo sull’Adda, reduci da costosi quanto improrogabili lavori di ristrutturazione del loro convento. Dovendo chiedere un aiuto economico ai fedeli, non euri hanno invocato, ma pane e pasta. Gli umili ma lungimiranti religiosi riceveranno così nei prossimi giorni, da una ditta di Bergamo, un’intera, preziosissima tonnellata di pasta di grano duro: spaghetti, penne, fusilli, farfalle e linguine. E poi dicono che non ci dobbiamo preoccupare. Vuoi vedere che come in Messico, dove scoppiano le “tortilla riots” per via dell’aumento del prezzo del granturco sempre più trasformato in biodiesel invece che in farina, anche da noi ci sarà un revival manzoniano di assalti ai forni? Ma dice la Coldiretti che stavolta saranno vuoti.